Come affrontare la tempesta perfetta: la comunicazione ai tempi del Coronavirus

Se cinque mesi fa qualcuno ci avesse detto che sarebbe successo quello che stiamo vivendo, nessuno lo avrebbe creduto. Siamo stati catapultati in una dimensione nuova, un spazio distopico che in alcuni momenti spaventa e toglie il fiato. Ci ritroviamo all’improvviso in un nuovo scenario con il quale sembra difficile fare i conti. Venirne a capo sembra una sfida senza precedenti.

E questo vale non solo per le persone costrette a sperimentare una nuova quotidianità, ma anche per le aziende.

Quasi tutti i settori dell’economia mondiale stanno subendo una brusca frenata, ritrovandosi di colpo ad un metro dal burrone. Ci sono poi diversi settori per i quali il burrone è visibile ad una distanza di pochi centimetri.

Non c’è dubbio che ci troviamo ancora nel mezzo della tempesta, l’ombra del Cigno nero sembra essere ancora molto lunga, oscurando di fatto le vite di miliardi di persone e compromettendo l’intera economia globale.

In questa fase di distanziamento sociale, è importante per i brand provare a mantenere un contatto con i propri consumatori intessendo un filo sempre più spesso e robusto, che garantisca una continuità emotiva delle relazioni.

Ad oggi moltissimi brand stanno rivedendo le loro strategie comunicative ed editoriali adattandole al nuovo contesto. È senza dubbio un momento estremamente complicato, ma questa crisi può rappresentare un terreno nel quale i brand (e le persone) possono porre un nuovo seme e proiettarsi verso il futuro.

Anche qui in agenzia abbiamo riadattato le attività strategico-editoriali di molti clienti, ed è per questo che abbiamo deciso di scrivere questo post.

Per provare a condividere la nostra esperienza lavorativa, sperando di dare un contributo in uno scenario estremamente vulnerabile.

Vediamo quindi insieme alcuni consigli su come i brand possono affrontare, dal punto di vista comunicativo, questa tempesta.

Essere certi in un mondo incerto: l’autenticità al centro della comunicazione

L’autenticità è un termine al centro del dibattito nel mondo della comunicazione ormai da diversi anni. La sostanza è che con un cambio di paradigma nelle scelte e nelle abitudini dei consumatori, è necessario per i brand essere autentici non solo nelle attività di comunicazione ma nell’intero ecosistema aziendale fatto di interlocutori di varia natura.

Oggi più che mai è importante per i brand sviluppare messaggi autentici, senza fronzoli o giri di parole.

Questo momento incerto può rappresentare una possibilità per accelerare sul cosiddetto “brand purpose” e dar vita ad una comunicazione sincera, ponendo al centro valori, contesto e consumatori.

Essere utili in un cortocircuito di informazioni

Nel caos di queste settimane, per i brand sembra essere urgente comunicare informazioni utili, magari evidenziando quali problemi possono aiutare a risolvere i loro prodotti in un momento di isolamento.

Le persone vivono in una cosiddetta infodemia, sono inondate da informazioni per certi versi difficili da decifrare. In un contesto del genere, è importante lanciare, se così possiamo dire, delle àncore di salvezza tramite contenuti chiari e appunto progettati con i fini sopra descritti.

Intrattenere regalando un sorriso e una speranza

Oltre a generare una crisi sanitaria ed economica, il Coronavirus sta già lasciando segni profondi anche dal punto di vista psicologico, soprattutto su particolari fasce di popolazione.

Alla luce di ciò, potrebbe essere utile per i brand introdurre all’interno delle proprie strategie editoriali contenuti leggeri capaci di strappare un sorriso e intrattenere le persone.

Giochi, quiz, challenge e qualsiasi altra attività che sia possibile fare a casa, può rappresentare per molti un momento di svago e spensieratezza.

Oltre la crisi: pianificare il domani

È ormai sotto gli occhi di tutti che la diffusione del virus nelle nostre società ha di fatto dato un boost all’importante rivoluzione tecnologica già partita qualche decennio fa. Oggi stiamo riscoprendo un utilizzo consapevole della rete e soprattutto dei social media. E questo è un bene per tutti.

Proviamo ad immaginare una crisi del genere soltanto 30 anni fa: sarebbe stata una vera catastrofe dal punto di vista umano. Vivere un isolamento così a lungo senza possibilità di rimanere connessi con gli altri, genera pause e solitudine.

Ma non solo: la crisi in atto ha “costretto” le aziende ad adottare i (non tanto) nuovi modi di organizzare il lavoro, ovvero quelle dinamiche che consentono di lavorare da casa (remote working, più comunemente noto come smart working). Oggi per fortuna lo smart working non sembra essere più un tabù nemmeno per quei settori sempre dimostratisi ostili.

Qui in Liqueedo abbiamo attive dinamiche di smart working da ormai diversi anni. Il venerdì lavoriamo da casa e questo garantisce a tutti noi di “godere” di una giornata diversa seppur lavorativa.

La crisi sta insegnano a tutti noi che, quella dello smart working, è una strada che non solo si può, ma che si deve perseguire. Sappiamo che si tratta di un percorso lungo, ma è necessario anche per il bene del nostro pianeta.

L’altro punto sul quale si deve e si può iniziare ad immaginare il futuro, riguarda la possibilità di riorganizzare i propri canali di vendita, aprendosi finalmente all’online.

In queste ultime settimane di emergenza, l’e-commerce in Italia ha registrato una crescita esponenziale. Si tratta di un segnale importante che speriamo si consolidi anche nei mesi a seguire.

Per questo motivo è evidente ormai che le aziende italiane non possano più rimandare un adeguamento il tal senso. Oggi sono disponibili infinite possibilità per digitalizzare i canali di vendita, è necessario più che altro un cambio di rotta dell’imprenditoria italiana (soprattutto media e piccola) affinché si renda conto delle buone opportunità offerte dalla digital transformation in atto.

Tutto questo per evitare di subire i repentini cambiamenti del nostro tempo e per provare, invece, a dominarli.